mercoledì 30 dicembre 2009

Google Social Search

Google Social Search disponibile in Google labs.

E’ il nuovo servizio lanciato dai Google labs e che promette di aiutare a trovare i contatti resi pubblici sul web nell’ambito della propria sfera sociale, all’interno delle ricerche.

Google Social Search è un complemento alle ricerche condotte su web che evidenzia la rete di relazioni sociali che ognuno di noi ha modellato nel web: post su blogs, aggiornamenti di profili, tweets.

Finora tutte queste relazioni erano sparse nei vari siti web e non esisteva un collettore unico capace di dire, quando si fa una ricerca su Roma, quali sono i contatti che si hanno in quella città e i rispettivi profili presenti nei social network a cui si è iscritti.

Quindi effettuando una ricerca su Roma, non avremo come risultati di ricerca solo i siti istituzionali ma in fondo si troveranno anche gli amici e conoscenti appartenenti alla propria sfera sociale, che hanno qualche attinenza con Roma.

Il presupposto fondamentale di Social Search è che ciascun utente abbia un account attivato su Google Profile, caso contrario è molto più difficile tenere traccia del proprio network di relazioni sociali.

Di fatto il primo luogo dove andare a cercare le info è sul profilo di Google, il profilo personale in cui ciascuno può pubblicare le informazioni relative ai propri contatti su Friendfeed e su Twitter. Se si utilizza Gmail vengono riportati tutti i risultati dei propri contatti di chat ( non i contenuti) e da Google Reader avremo i siti a cui si è iscritti come un componente del vostro network di relazioni sociali.

Attualmente il servizio non permette di accedere ai vari aggiornamenti di stato pubblicati su Facebook, mentre è possibile per quelli di Twitter. Infatti dopo aver annunciato pochi mesi fa l’integrazione di Twitter nell’indice del proprio motore, Google ha presentato questo servizio sperimentale, che già raccoglie i frutti di questa integrazione.

Ora per provare il servizio è necessario accedere alla “sezione sperimentale” di Google Labs e attivare Social Search cliccando sul pulsante “Join this experiment”. Attualmente il servizio è disponibile solo nella versione inglese (www.google.com) del motore di ricerca. Una volta attivato, basta impostare una query, cliccare su “Show options” e selezionare la voce “Social”. Ora Google ci tiene a precisare che tutte le info di cui si tiene traccia in Social Search sono dati pubblici già presenti in rete, che l’utente può modificare in qualsiasi momento, e che quindi il servizio non comporta alcuna violazione della privacy dei singoli utenti, ma la sensazione da “Osservati” che incombe è un po’ difficile da cacciare via.

(fonte: http://www.motoricerca.net e http://www.pcprofessionale.it/ )

raffaele.primavera@gmail.com

giovedì 17 dicembre 2009


Come si fa a trovare un immagine o video su Internet o su YouTube senza una descrizione testuale?

Il motore di ricerca più popolare è indubbiamente Google, il primo a comparire sulla scena e tuttora ai primi posti tra i siti web più visitati, in eterna competizione con Yahoo! Più giovane ma sempre pronto ad innovare, Google si è velocemente affermato, a scapito di altri motori con più esperienza. Indubbiamente, Yahoo! non è un vero e proprio motore di ricerca, bensì una directory, ossia un elenco di siti web (e quindi non di singole pagine) suddiviso per argomento e quindi catalogati. Differente è invece il funzionamento che sta alla base degli altri motori di ricerca: questi censiscono i siti Web in base alla presenza delle parole contenute in ogni pagina del sito, evidenziando quelle riportate più spesso, che si presume rappresentino l'argomento principale della pagina stessa. Per fare questo, oltre ad inserire i siti segnalati dagli utenti, scandagliano continuamente l'intero Web attraverso degli specifici software (i cosiddetti spider o crawler), acquisendo tutte le pagine non ancora presenti nei loro archivi. Tra i primi ad applicare questa tecnica e tuttora tra i più utilizzati , è senza dubbio Google, infatti è ritenuto quello con la miglior base tecnologica anche oggi. Partendo da questa premessa e tenendo presente che una ricerca oggi è di tipo “testuale”, al momento, le immagini e i video sono rintracciabili solo se a questi viene aggiunto del testo descrittivo, o se viene assegnato loro un nome abbastanza esplicativo da essere poi confrontato con le parole chiave presenti nella query di ricerca. Un team di ricercatori dell'Università di Amsterdam ha proposto un “software”, che ha vinto il primo premio in una competizione internazionale come miglior programma di ricerca, in grado di rintracciare degli oggetti o delle descrizioni all'interno di immagini o video, in modo del tutto autonomo ed efficiente. L'algoritmo si basa su una tecnica di riconoscimento intelligente delle immagini, unita a un ottimo modello di ricerca e catalogazione degli elementi, che soddisfano determinati criteri. Il numero elevato di calcoli necessari a completare le ricerche con questo metodo richiede l'utilizzo di appositi supercomputer allo scopo di velocizzare le operazioni. Il crescente numero di file video significa che vi è un crescente bisogno di motori di ricerca che facilitano la ricerca di immagini e frammenti di video. L’ identificazione degli oggetti computerizzata rende più facile, per esempio, la ricerca all’interno di database di grandi dimensioni come YouTube, Flickr e Facebook per caratteristiche non incluse nel testo. Il fatto di rendere più facilmente reperibili contenuti non identificabili, insieme alla possibilità di rintracciare determinati oggetti all'interno di immagini e video renderà sicuramente più accurati i risultati delle ricerche e permetterà anche alle aziende, che si occupano di pubblicità e di analisi dei contenuti, di aumentare e rendere automatica e indipendente la ricerca e la catalogazione degli elementi di interesse. (fonte: http://www.resourceshelf.com)

raffaele.primavera@gmail.com